Sismabonus

E’ attivo il SismaBonus, il nuovo strumento di incentivazione messo a disposizione dalla legge di Bilancio 2017, che consente una detrazione fiscale per gli interventi antisismici, finalizzati quindi alla messa in sicurezza sismica di abitazioni e capannoni esistenti, fino a un massimo dell’85 per cento.
Per dare attuazione alla nuova detrazione fiscale denominata “SismaBonus”, il 28 febbraio 2017 è stato firmato il Decreto n. 58 dal Ministero delle Infrastrutture, con cui vengono approvate le LINEE GUIDA per la classificazione del rischio simico delle costruzioni esistenti e le modalità per l’attestazione dell’efficacia degli interventi antisismici su abitazioni e capannoni industriali.


SISMABONUS: DETRAZIONE FISCALE IN BASE ALLA CLASSE DI RISCHIO SISMICO
La nuova metodologia consente di attribuire ad un edificio (abitazione o capannone) una specifica classe di rischio sismico, mediante due parametri che tengono conto sia della sicurezza per la vita umana, sia degli aspetti economici collegati a un eventuale terremoto. In particolare, i due parametri sono:
la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni degli elementi e riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio;
l’Indice di Sicurezza (IS-V) della struttura, in funzione dell’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV).
Come per il modello già introdotto per la certificazione energetica, le Linee Guida del SismaBonus hanno individuato 8 classi di rischio sismico, con rischio.


DIAGNOSI SISMICA PER USUFUIRE DELLE DETRAZIONI FISCALI DEL SISMABONUS
Per ottenere la detrazione fiscale del SismaBonus bisogna eseguire la diagnosi dello stato dell’edificio, progettare e realizzare interventi antisismici di messa in sicurezza ed, infine, asseverare il miglioramento ottenuto. Le Linee Guida forniscono due metodologie per la diagnosi: una ordinaria e l’altra semplificata. Quest’ultima è una delle grandi novità del sistema: sarà veloce e a basso costo, sul modello dei rilievi di Protezione Civile. In caso di emergenza, ma potrà essere
applicata solo a casi specifici (edifici con struttura portante verticale in muratura e lavori minori col miglioramento di una sola classe di rischio).


SISMABONUS: DETRAZIONE FISCALE PROGRESSIVA PER GLI INTERVENTI ANTISISMICI
Il meccanismo del SismaBonus prevede un sistema di detrazioni d’imposta premianti, in funzione dell’efficacia degli interventi di miglioramento sismico. L’incentivo fiscale consiste nella detrazione d’imposta calcolata in funzione del numero di passaggi a classi di rischio inferiore: maggiori sono i miglioramenti dal punto di vista sismico e più elevata è, di conseguenza, la detrazione fiscale.
Rispetto alle ristrutturazioni antisismiche senza variazione di classe (50%) gli incentivi (detrazioni) col SismaBonus aumentano notevolmente qualora gli interventi antisismici eseguiti migliorino l’edificio di una o due classi di rischio sismico.
Per le abitazioni, prime e seconde case, e gli edifici produttivi:
detrazione fiscale al 70% per gli interventi di miglioramento sismico di 1 classe di rischio
detrazione fiscale all’80% per gli interventi di miglioramento sismico di 2 o più classi di rischio
Per i condomini, parti comuni:
detrazione fiscale al 75% per gli interventi di miglioramento sismico di 1 classe di rischio
detrazione fiscale all’85% per gli interventi di miglioramento sismico di 2 o più classi di rischio


CHI PUÒ USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE FISCALE DEL SISMABONUS
Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 è stata introdotta una detrazione di imposta del 50%, fruibile in cinque rate annuali di pari importo, per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), per un importo complessivo pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.
La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta, se dalla realizzazione degli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore. La detrazione fiscale aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Se le spese sono sostenute per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica spetta una detrazione maggiorata all’ 80%, se i lavori determinano il passaggio a 1 classe di rischio inferiore, ovvero dell’85%, se gli interventi determinano il passaggio a 2 classi di rischio inferiori. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.
Attenzione: queste agevolazioni possono essere richieste in alternativa a quelle previste per gli interventi effettuati sulle parti condominiali degli edifici non ricompresi nelle zone sismiche.
Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.
Le detrazioni potenziate per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli istituti autonomi di case popolari.


CESSIONE DEL CREDITO SISMABONUS
L’Agenzia delle Entrate ha emanato il Provvedimento n. 108572 del 8 giugno 2017, ove sono indicate le modalità di cessione del credito SismaBonus per chi non può sostenere la spesa per gli interventi antisismici.
La possibilità di cedere la detrazione fiscale del SismaBonus riguarda tutti i soggetti che sostengono spese per interventi antisismici, compresi coloro che, in concreto, non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta (no tax area).
Il credito d’imposta SismaBonus può essere ceduto in favore di fornitori e di altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti. E’ esclusa la cessione del SismaBonus in favore di istituti di credito e intermediari finanziari, nonché delle amministrazioni pubbliche.
Il cessionario, a sua volta, può cedere, in tutto o in parte, il credito d’imposta acquisito. Il credito SismaBonus, che non sia oggetto di successiva cessione, è utilizzabile in compensazione.
La quota di credito fiscale che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.


SISMABONUS PER I CAPANNONI INDUSTRIALI
Il SismaBonus è applicabile anche agli interventi antisismici dei capannoni industriali (edifici adibiti ad attività produttiva). Per le Aziende c’è la possibilità di usufruire di una detrazione d’imposta del 70% utilizzando una procedura semplificata per la messa in sicurezza dei capannoni industriali: è possibile ritenere valido il passaggio alla classe di rischio sismico immediatamente inferiore anche in assenza di una preventiva attribuzione della classe di rischio, eseguendo solamente interventi locali per eliminare le carenze costruttive, rimuovendo le cause di possibili meccanismi di labilità, ossia:
• collegamenti nelle unioni tra elementi strutturali (ad es. trave-pilastro e tegolo-trave);
• connessione tra il sistema di tamponatura esterna e la struttura portante;
• stabilità dei sistemi presenti internamente al capannone industriale, quali macchinari, impianti e/o scaffalature.


TEMPI E SCADENZE DEGLI INCENTIVI DEL SISMABONUS
Importante considerare anche i tempi del SismaBonus. La manovra, infatti, ha stabilizzato lo strumento per cinque anni, fino al 31 dicembre 2021, in modo da consentire una programmazione degli investimenti. La detrazione fiscale SismaBonus potrà essere spalmata su cinque anni, anziché sui consueti dieci: è, quindi, molto più vantaggiosa rispetto all’ecobonus tradizionale.

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